The Fest Rule Is… Punk Rock Raduno
La serie di interviste a organizzatori di Festival a tema punk rock e non solo ci porta stavolta in quel di Bergamo, al mitico Punk Rock Raduno.
- Ciao ragazzi, grazie in anticipo per le risposte. Per prima cosa vi chiederei di presentarci il vostro festival. Quando si svolge, dove, da quanti anni…
Ma ciao, Irritate People, ben ritrovati! Il Punk Rock Raduno è un piccolo grande festival che da ormai diversi anni mette insieme chi ama il punk rock e il pop punk vecchia scuola, portando a Bergamo persone davvero da tutto il mondo. Abbiamo ospitato decine e decine di band internazionali, dai Methadones ai Chixdiggit, dai Copyrights agli Apers, dagli Avengers ai Pansy Division, e ogni anno il nostro pubblico arriva da tutta Europa, ma anche dagli Stati Uniti, dalla Russia e dal Brasile!

La prima edizione risale ormai al 2016 e quella di quest’anno, in programma dal 13 al 16 luglio a Edoné Bergamo, sarà l’ottava: anche se il festival di quest’anno è il Punk Rock Raduno 6, infatti, siamo riusciti a organizzare due eventi sia nel 2020 che nel 2021, nelle fasi più cruciali della pandemia, il Worst Raduno Ever e il Second Worst Raduno. La cosa più bella e importante secondo noi è che il Raduno è un festival gratuito, inclusivo e basato sulla passione: di chi lo fa, di chi ci suona, di chi lo vive.
- Ci piacerebbe sapere chi sta dietro al Punk Rock Raduno: so che siete un gruppo di amici che pian piano si è allargato. Come si collabora insieme? Come vi dividete i compiti, come riuscite a fare insieme i piccoli e grandi sbattimenti che la realizzazione di un evento del genere porta?
Partiamo subito dal dire che improvvisiamo un casino! Scherzi a parte, le menti principali dietro all’evento, quelle che fanno succedere tutto (o quasi tutto) sono quelle di Franz Barcella e Andrea Manges, che oltre a essere due veterani della scena punk rock sono anche i direttori creativi del festival. Sono loro che selezionano le band e fanno succedere le magie su e giù dal palco, mettendo in piedi sia i concerti principali, che si svolgono sempre allo spazio giovani Edoné, sia tutti gli eventi e le collaborazioni laterali: come i tattoo party, i concerti acustici al Bikefellas, le partite di roller derby con le Crimson Vipers e chi più ne ha più ne metta.

E assieme a Franz e Andrea c’è un gruppo di volontarie e volontari che dal giorno successivo alla fine di un Raduno pensano a come fare meglio quello successivo: chi si occupa del merch e della comunicazione, chi delle grafiche, dei suoni, delle foto, dei banchetti e soprattutto delle idee nuove. Ognuno fa quello che può, compatibilmente con i propri impegni, però anche se arriviamo sempre trafelati non molliamo mai: e poi gli abbracci che ci scambiamo quando vediamo che tutto gira sono sempre i più forti.
- Ormai il PRR è uno di quegli appuntamenti diventati “di cartello”, un classico nel calendario di tantissimi punk rockers. In qualche modo sentite la pressione di essere all’altezza dell’evento? Insomma riuscite ad avere ancora lo spirito (e il divertimento) delle prime edizioni?
Grazie per le belle parole. Ci piace pensare che chi viene al Raduno ci viene proprio perché è il Raduno: indipendentemente da chi suona, dal viaggio che si fa per arrivarci o dalla pandemia, nel nostro piccolo riusciamo davvero a far riunire una comunità, o tante comunità nella grande famiglia del punk rock. Il tema del festival di quest’anno è #oneofus perché chiunque si sarà sentito inadatto, strambo, diverso, ma al Raduno si è una cosa sola, e tutte e tutti insieme.

Negli ultimi anni il festival si è molto ingrandito, e da un lato la cosa ci fa enormemente piacere. Dall’altro, ci teniamo a dare la priorità ai nostri valori e vogliamo provare a rimanere così come siamo, con tutti i difetti che abbiamo. Siamo un festival gestito da volontari, con l’aiuto di un sacco di realtà che ci girano attorno, ma senza grossi sponsor, e il nostro obiettivo è condividere la passione per la cosa che ci ha salvato, il punk rock. Vogliamo cercare di saltare al di fuori del nostro caro 1-2-3-4, ma non rincorriamo per forza le mode per attirare un pubblico eccessivamente più ampio. Sappiamo di essere una cosa un po’ diversa da altri festival punk rock, ma vogliamo che il festival sia un posto in cui chiunque si senta sicuro e contento: è quello il nostro “guadagno”. E qui potremmo ripetere l’ultima frase della risposta precedente.
- Raccontateci come scegliete la lineup: Il Punk Rock Raduno ha da sempre una grandissima attenzione al punk rock di ispirazione Ramones (avete notato che non ho scritto Ramonescore…ops) ma nel corso del tempo sono state invitate anche band con altre sonorità. Come vi regolate: avete in mente un piano preciso “a monte” oppure scegliete “in corso d’opera”?
È vero che in generale il “Ramonescore” è il genere principale che anima la festa al Raduno, ma non c’è mai un piano preciso: ogni anno puntiamo a includere band con altre sonorità, dal garage al power pop, dall’hardcore melodico, al punk, al Mazzacore (diamo per assodato che ormai sia un termine di uso altrettanto comune!).

Cerchiamo soprattutto di coinvolgere le band della comunità che ci sostiene da sempre, e che come noi lavora per mettere in piedi concerti ed eventi in tutte le città, tutto l’anno, tutti gli anni, ma anche a gruppi che sappiamo possono piacere al nostro pubblico e in qualche caso band emergenti. A questo proposito, riceviamo sempre un sacco di richieste e ci spiace molto non poterle accontentare tutte. Poi il limite è quello dei sogni.
- Il PRR porta a Bergamo un sacco di stranieri. Qual’è secondo voi il segreto del vostro successo “internazionale”?
Il fatto che il Raduno sia un festival basato su una comunità internazionale di persone che si è conosciuta e si è sostenuta negli anni, e che l’impegno messo nel tirare su il festival sia visibile, capito e apprezzato dal pubblico, che sa di essere fondamentale per la riuscita del festival (essendoci, comprando il nostro merch e quello delle band).

Più banalmente, il Raduno si rivolge direttamente a un pubblico internazionale, cerca di affiancare ai concerti eventi e attività diverse (c’è anche il live streaming per chi non può esserci!) e spesso ospita band che non fanno altre date nei paraggi (come è capitato di recente con Dan Vapid o i Giant Eagles).
- Qual’è la band che siete più fieri di aver portato al PRR? E quale band sarebbe il vostro sogno portare?
Ognuno di noi avrebbe probabilmente una risposta diversa, ma potremmo onestamente dire la prima che apre il primo concerto sul palco più piccolo il primo giorno. Tutte le band che suonano al Raduno ci suonano perché vogliono essere lì, e non per i soldi o per la gloria. Per quanto riguarda i sogni, ce ne sono troppi, e preferiamo tenerli segreti che non si sa mai…
- Raccontateci qualche aneddoto direttamente dal backstage
Durante il Second Worst Raduno, nel 2021, Andrea stava mangiando sovrappensiero una delle gustosissime pizze di Edoné e si è perso la prima e unica volta che qualcuno lanciava un disco dei Ramones nello spazio!
- Dietro una festa del genere ci sono tanto lavoro e sbattimenti. Diteci con sincerità: ne vale davvero la pena? La risposta credo sia positiva e allora: provate a spiegarci perché vale la pena spendere tempo e incazzature per realizzare un evento?
A rischio di suonare fastidiosamente dolci, sempre l’ultima frase della seconda risposta.
- A fine intervista spazio a voi: se volete aggiungere qualcosa, se volete spoilerarci i prossimi nomi oppure mandare qualcuno affanculo è il momento giusto.
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Team Raduno
27tommy