AENDRIU @Brescia, Radio Onda D’Urto, Tenda Blu

AENDRIU @Brescia, Radio Onda D’Urto, Tenda Blu

Il sempre più attivo Dan ci scrie dalla mitica Tenda Blu della festa Bresciana di Radio Onda d’Urto.

Festa Radio Onda D’Urto non necessita di presentazioni, quindi salto volentieri tutto questo paragrafo di descrizione.
E per quanto riguarda la Tenda Blu… Anche quest’anno sulla locandina spiccano nomi di un certo livello come Bee Bee Sea, Rappresaglia, Lleroy, Rusty Brass, Speedgoat, e poi dai, con i Riccobellis dietro le quinte del bancone a gestire il tutto, non si può sbagliare!
Lo stesso Roby (Riccobellis appunto), tra una chiacchera e l’altra (impossibile non menzionare il loro imminente tour di supporto ai Prozacs e ai Bonstones) mi dice che è giunto ai vent’anni di servizio continui, e che in questa edizione è già alla quattordicesima serata di fila (!) in cui si sbatte in prima persona per la miglior riuscita dei concerti: onore a chi si impegna per gestire e organizzare serate simili! Onore al punk rock bresciano!

Sapete bene come funzionano i concerti in Tenda Blu: si aspetta che dal Main Stage non ci sia più un minimo suono (in genere intorno alla mezzanotte) e via diretti a martellare.
Come sempre, nessuna band di apertura, si va dritti al sodo.

Aendriu credo sia un altro nome che non occorre introdurre, quindi per chi non lo conoscesse la faccio molto breve: tra le tante cose, è dal 2014 chitarrista dei Punkreas, e, in arte AENDRIU, porta avanti il proprio progetto personale, in cui canta e, ovviamente, suona la chitarra.
Un’istituzione del panorama musicale, in pratica.
Per tutto il resto, signori e signore, c’è Google, e soprattutto, ci sono la scena e le sue creature folcloristiche.

Ora, per essere onesti, devo confessare questa situazione che, per quanto ho potuto percepire discutendone con altri elementi, sembra che metta a disagio sia il sottoscritto che gli altri.
Quindi dai, Aendriu, te lo dico io che non conto un cazzo e nemmeno mi conosci.
L’album che stai portando live in questa tournée è registrato col culo.
Che poi magari non è una questione di ”registrazione” in “generale” (non sono un tecnico, quindi perdona se non riesco a farmi capire al meglio), ma questa batteria cos’è? Fatta in digitale? Con Fruity Loops 9?
Boh, io, personalissimamente parlando, non capisco.
Che poi, altro parere condivisissimissimo anche da coloro con cui mi sono confrontato: il problema nasce solo in quanto che, da uno del tuo calibro, con tutta l’esperienza, la competenza e le possibilità che hai, ci si aspetta un risultato migliore.

Poi avrai sicuramente le tue motivazioni per aver fatto un lavoro di questo tipo, però sarei proprio curioso di sentirle e capirle, e vorrei che fossero chiare anche ai tuoi fan.
E ovviamente, dell’opinione del sottoscritto te ne puoi assolutamente sbattere il cazzo, però dato che nessuno te lo voleva dire chiaramente, mi accollo io questo sgarbo e le sue conseguenze.
Senza rancore eh, la prossima volta ti offro volentieri una birra, cheers!

Ma arriviamo al concerto, arriviamo al dunque! La situazione com’è? Calda, molto calda.
Non solo perché è pieno agosto, ma anche perché c’è un via vai pazzesco, e si ha la sensazione che se il tutto ingrana a dovere allora la Tenda Blu può diventare un rogo!
Mi guardo intorno chiedendomi “ma le creature fantastiche sono presenti”?
Tutto a posto: tra le facce che orbitano nei pressi del palco ci sono Gab De La Vega, Mr. Alessi (Gotama Studio), il Toro di Codogno (Bad Frog), Bolo (Slang Poor Kids) e Mattia (Secoli Morti).

Questa cosa che i membri delle band vanno a vedere i live è la benzina perfetta per il motore di questa scena: c’è sempre l’occasione di farsi due risate, restare aggiornato su ciò che accade e sentirsi parte di una grande famiglia.
Neanche il tempo di finire questi pensieri che il muro di suono che proviene dal palco investe tutti noi presenti e, anche perché colti un po’ alla sprovvista, la nostra attenzione viene completamente canalizzata su Aendriu e soci.
Formazione a quattro: chitarra, basso che fa anche da seconda voce, batteria e Aendriu che suona la chitarra e canta.
Per sua stessa ammissione sono speditissimi: non si perdono a presentare i brani e fanno 4/5 pezzi di fila senza fermarsi un secondo. E quando si fermano è solo per accordarsi e ripartire con la stessa foga di prima.
Da sotto il palco, la mia sensazione netta è che sembra che si stia pogando in un ascensore: gente che entra, gente che esce, gente che resta, gente che ha sbagliato piano e si ributta dentro.
Un delirio unico che si muove a ondate come una marea.
Un po’ forse il caldo esterno, un po’ forse la cappa che si sta formando internamente, un po’ forse le condizioni precarie dei soggetti poganti, ecco che è tutto un continuo via vai di gente.

Aendriu e soci, intanto, continuano imperterriti con la loro scaletta, e devo dirvi che a tratti mi sorprendono, e a tratti c’è troppa confusione per stargli dietro.
Pure il Riccobelli in maniera più o meno volontaria si presenta nel pit, e per alcuni minuti si erge come capo supremo dei 10 metri quadri intorno a lui ed esercita i poteri autoattribuiti per decidere chi deve pogare, quando deve pogare e come deve pogare. Come Pirlo a metà campo: insostituibile!

Il muro di suono che proviene dal palco non accenna a fermarsi.
Totalmente riproposti in ordine casuale “Io non voglio diventare come loro”, “La grande fuga”, “La rabbia che ho dentro”, sono alcuni dei brani eseguiti, insieme a quelli dell’omonimo album “la rabbia che ho dentro”.
E a fine concerto, quando il fonico aveva già staccato i loro microfoni, viene chiesto (e concesso) un velocissimo bis, segno che il pubblico ha apprezzato la performance.
Cosa ne penso personalmente? Da rivedere assolutamente in un altro contesto.

Salutare e uscire da Sant’Eufemia è sempre un’impresa, e allo stesso tempo è bello proprio per questo: non sai mai cosa possa capitare in questa situazione.
Ed infatti, prima di dirigersi verso l’uscita, parlando del più e del meno con due ragazzi dal cuore punk rock, ecco che questi sganciano la ciliegina sulla torta che rende il momento indimenticabile: “abbiamo letto su Irritate People..”.
A questo punto non c’è più nulla da aggiungere se non che è in procinto di prendere vita la mia battaglia personale finalizzata a vedere Irritate People in edicola in copia fisica accanto alla Gazzetta dello Sport e Quattroruote.
Ci si vede al prossimo pit!

Dan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *