Album Review: Still No One – Save Me
Nuova fatica per i veneti Still No One, che raggiungono la giusta maturazione dei tempi per pubblicare l’atteso seguito dell’album This is Fuel del 2023 (recensito qui).
L’EP Save Me fa seguito a tempi sicuramente di non facile gestione per il combo, che negli ultimi anni ha visto alcuni avvicendamenti nella lineup (Gaetano al posto di Gazza alla chitarra e Edo al posto di Giamma alla batteria) di cui avevamo già avuto un assaggio ad Irritate Fest di qualche anno fa (dove il buco chitarristico era stato coperto dal buon Bolo from Slang Poor Kids/Sludder).
L’impressione che ho avuto immediatamente dopo un primo ascolto è sicuramente di una band in forma: non era facile uscirne vivi dopo due abbandoni così importanti, sia a livello personale che sul piano puramente tecnico/compositivo, ma i regaz sfornano un altro ottimo prodotto che rimane in linea con il passato senza nemmeno bisogno di scostarsi troppo dalla formula che ben conosciamo.

Certo, qualche differenza di tocco e stile, in maniera del tutto fisiologica, la si sente, ma la direzione della band rimane ben salda sui suoi binari, dimostrando anche un certo coraggio, attitudine e coerenza data la vita che – l’ho ribadito più volte – sta facendo questo genere da diversi anni a questa parte.
Il disco è totalmente autoprodotto e realizzato sotto la guida di Angelica Gheller, con cui la band aveva già collaborato, che conferisce al lavoro un’impronta peculiare orientata a suoni moderni e definiti. Personalmente avrei dato più ciccia alle chitarre, ma nel complesso il lavoro suona veramente (ma veramente) bene e di qualità assolutamente professionale.
Dal punto di vista compositivo, non smetterò mai di ribadirlo: gli Still No One i pezzi li hanno e questo fa già molto più di metà del lavoro, fine della storia. Hanno inquadrato perfettamente il loro stile, che è influenzato senz’altro anche dalle skills sviluppate in progetti paralleli (evidentissimo a mio avviso il contributo di According to Jack su The Witness) e si destreggiano agilmente tra legature e cambi di linea mai banali, che fanno restare alta l’attenzione e invogliano al riascolto.
Artwork abbastanza minimale e forse un pochino troppo scarno, anche se ben evocativo del titolo e della linea del lavoro.
Da buon (vecchio) patito di skatepunk, a fine ascolto sono felice. Felice che ci sia ancora voglia di mantenere viva questa fiamma e che il livello delle poche band rimaste a farla bruciare sia ancora così alto. I regaz sono reduci da un mini tour nel nord Europa andato, a quanto sembra, piuttosto bene. Si direbbe che fuori dai confini dello stivale il genere goda ancora di buona a attenzione…o forse semplicemente il pubblico è molto meno settorializzato. Sarebbe bellissimo sentire meno band notare questa cosa una volta rientrate in patria…chissà!
Reeko
Tracklist:
- FAITH IN YOU
- WORTH DYING FOR
- THE WITNESS
- NEVER AGAIN
- SAVE ME