Partirò per Bologna @ Estragon Banda Bassotti, Bull Brigade, Radici nel cemento, Tremende, Atarassia Grop, Muro del canto

Partirò per Bologna @ Estragon Banda Bassotti, Bull Brigade, Radici nel cemento, Tremende, Atarassia Grop, Muro del canto

Sabato 22 aprile, dopo 2 anni di forzata assenza torna all’Estragon il partirò per Bologna, festival di musica punk e ska antifascista che prende il nome dalla celebre canzone della Banda Bassotti.

Ed è proprio per il gruppo romano, “headliner” di giornata che decido di intraprendere questa trasferta bolognese con un mio compagno di classe che invece è decisamente più interessato ai Bull Brigade che suonano prima della banda (non che a me dispiaccia sentirli per la seconda volta in una settimana, anzi sono davvero gasato).
Arriviamo nel capoluogo emiliano verso le 11:30, camminatina al colle di San Luca in attesa del check in in ostello e prime birrette in corpo.
Dopo il check in ci dirigiamo in piazza maggiore dove incontriamo altri compagni di Roma e Catania.
Decidiamo di raggiungere l’estragon a piedi (follia visto che dista 4,5km da piazza maggiore) la camminata più che una camminata assomiglia a un pellegrinaggio nei bar bolognesi in cerca di Campari e Peroni.
Arriviamo all’Estragon e incontriamo altri compagni provenienti da un po’ tutta Italia.
Entriamo nel locale verso le 17:30 mentre il primo gruppo, I tremende, sta per finire.
Dopo i tremende salgono sul palco gli shots in the dark e le radici nel cemento, entrambi i gruppi fanno un buono ska e i radici scaldano subito la situa del sottopalco che si sta iniziando a riempire attaccando con “io ero sandokan” canzone partigiana rivisitata in chiave ska.
Il tutto va avanti a suon di birrette, paninazzi e chiacchiere con mille compagni che becco, davvero ad un centro punto mi sembrava che nel sottopalco conoscessi praticamente tutti.
Attaccano i comaschi Atarassia Gröp, davvero strafighi, il cantante praticamente sta in transenna per tutto il live, spaccano di brutto, soprattutto quando fanno “non vi lasceremo mai”, “il canto dei banditi” e “sciarpe tese”, simpatico anche il siparietto con alcuni ragazzi che alla fine srotolano uno striscione con su scritto “sem Cumasc”.
Esco a mangiare una piada al volo e purtroppo faccio tardi e mi perdo l’inizio dei Muro del canto che comunque riesco ad ascoltarmi per un buon 40 minuti.
Gruppo folk, l’unico nel festival che non si presta propriamente ad un pogo scatenato, ma comunque ci si diverte sotto al palco, le loro Canzoni, in tipico romanesco le vivo più come racconti, comunque davvero fighi come me li aspettavo, a me piacciono.
Dopo il muro tocca agli ultimi due, e più attesi gruppi: i Bull brigade e la Banda Bassotti.
Iniziano i Bull e per loro vale quello che ho detto per il live di Milano, un’ energia pazzesca, il loro ultimo lavoro e davvero una bomba e sotto il palco si scatena il deliro, un ora di pogo scatenato, davvero si confermano al top della scena.
Dopo i bull brigate ci sono loro: la Banda bassotti, nonostante la segua da anni è la prima volta che vado ad un loro concerto, sono davvero molto emozionato, le loro canzoni fanno parte della mia vita, cosa significhi per me la banda è davvero difficile da spiegare, tutte le mie emozioni, la mia rabbia, i miei sogni, la mia militanza, tutto ciò in cui credo, ecco tutto ciò è raccolto nei loro testi e nelle loro canzoni.
Iniziano con beat ska oi! delirio, in un ora ripercorrono tutto il loro repertorio, dalle canzoni più “skancheggianti” come “rum e polvere da sparo” o Cuba si, yankee no!” a quelle più “tirate” come “partirò per Bologna” e “mockba ‘993”.
Fanno tutti i loro pezzi storici, “luna rossa”, “ska against racism”, “all are equal for the law”, “avanzo de cantiere” (dove scende qualche lacrima).
Finiscono con “figli della stessa rabbia”, “bella ciao” e “l’internazionale”, davvero un live bellissimo, l’unica nota negativa è purtroppo la mancanza di Sigaro (sarai sempre con noi!).
Dopo diverse ore di pogo sono davvero distrutto tornare all’ostello che è dall’altra parte dalle città sarà davvero un impresa per cui alla fine devo ringraziare i compagni con cui abbiamo rimediato un enjoy di fortuna (ah il capitalismo) lungo la strada altrimenti non credo saremmo mai tornati vivi in quelle condizioni
Aldilà di tutto è stata davvero una bellissima esperienza, una giornata di ottima musica e di socialità con diversi compagni che non vedevo da mesi e che ci voleva davvero dopo due anni così, sarà una giornata che mi porterò nel cuore e nei ricordi per sempre.
Lollo2

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