Direct Hit! Crown of Nothing

Direct Hit! Crown of Nothing

Il nostro Frankie ci racconta il nuovo dei Direct Hit! Li aspettiamo con ansia dal vivo, che sono ancora meglio!

DIRECT HIT! – Crown of Nothing

I Direct Hit sono una band che ultimamente mi ha davvero conquistato. La loro proposta musicale è senza dubbio originale e non sorprende che, per la sua eterogeneità e particolarità, possa far storcere il naso a qualcuno.

La band di Milwaukee, Wisconsin, infatti è dedita a un punk rock che unisce sapientemente diversi elementi stilistici: melodie molto pop con sfuriate hardcore, assoli di sassofono e suoni sintetizzati, atmosfere super allegre, malinconiche, trionfali e poi aggressive, il cantato a tratti urlato e a tratti soave. Il tutto accompagnato da copertine artistiche con colori molto accesi ma che celano un lato quasi maligno.

Questo Crown of Nothing, appena uscito per Fat Wreck Chords, non fa eccezione né nello stile musicale né nella grafica appena descritta. Si tratta di fatto di un concept album, dove il fil rouge che accompagna un po’ tutti i brani è quello della vita e della morte, del paradiso e dell’inferno, degli angeli e dei demoni, della redenzione ottenuta e negata.

L’album si apre con Different Universe, un pezzo in pieno stile DH, del quale è stato realizzato un video molto bello che funge anche da trailer dell’album stesso. Il cantante Nick Woods ha spiegato la genesi del video in un’intervista: quando la band ha iniziato a lavorare all’album, un loro amico ha scritto il copione di un film ispirato ai temi e ai personaggi di Crown of Nothing. Il video di Different Universe è di fatto il trailer di questo lungometraggio. Inoltre l’artista Walker Dubois ha adattato il copione del film, creando un fumetto che può essere acquistato con la versione deluxe dell’album.

La seconda traccia è Welcome di Heaven, il primo singolo lanciato dalla band prima dell’uscita dell’album, anche questo accompagnato da un video, questa volta realizzato a cartoon.

Pain/Boredom è un pezzo durissimo, tra i più violenti realizzati dalla band negli ultimi tempi e della durata inferiore al minuto.

Con Altered States si torna al pop punk per poi arrivare a Perfect Black, a mio parere il migliore pezzo dell’album: veloce, aggressivo ma festaiolo al tempo stesso. Questi sono i Direct Hit che mi fanno uscire di testa!

Bad Answer ospita un assolo di sassofono, già visto nel precedente album Wasted Minds, mentre Something We Won’t Talk About si apre con uno stralcio dal film American Psycho (quando il protagonista fa ascoltare alla sua vittima una canzone di Huey Lewis and the News prima di massacrarlo per bene).

Altri episodi da segnalare sono The Problem, una ballad dove Nick Woods canta in registri bassi (cosa particolare, visto che solitamente si tiene sempre sui toni alti) e Losing Faith, pezzo musicalmente coinvolgente e tra i più interessanti dell’album.

Per concludere, questo album è assolutamente al livello qualitativo a cui i Direct Hit ci hanno abituato ultimamente. A mio parere è leggermente inferiore al predecessore Wasted Minds ma comunque il risultato è molto soddisfacente.

Aspettiamo solo di vederli live, dimensione che ancora manca per avere un giudizio completo su questa ottima band.

Frankie

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