Andead – Old but Gold – IndieBox

Andead – Old but Gold – IndieBox

A 3 anni di distanza dal precedente disco, IV the Underdogs, tornano gli Andead, band ormai sulle scene dal lontano 2007 e con alle spalle centinaia di concerti in tutta Italia e non solo.
Old But Gold è il primo EP realizzato dalla band dopo 4 LP e il primo lavoro pubblicato con IndieBox.

A mio giudizio questo si può definire il disco della maturità. Non tanto perché i precedenti lavori fossero acerbi ma perché qui la band sembra trovare una nuova dimensione, più adulta, più ricercata.
Un primo elemento che mi ha colpito è la copertina: lo stile è molto diverso dai precedenti lavori, in cui era più fumettistico. Le rose che sbocciano danno invece un senso di nuovo inizio e questo si può sentire anche dai 6 brani contenuti nell’EP (le rose fanno anche molto “emo”, ma questa è una constatazione a parte).

La title track apre le danze in modo piuttosto sommesso, sicuramente non esplosivo, quasi riflessivo. Il brano tuttavia non è certo moscio, ma carico di tensione positiva che rilancia sui pezzi successivi. Il tema è quello dello scorrere del tempo: nonostante gli anni che passano, la band è ancora carica e con la “voglia di ballare”!

Lust For The Road è senza dubbio la mia preferita. La carica della voce di Andrea Rock calza a pennello con il ritornello melodico. Un inno d’amore alla vita da tour che negli anni la band ha dimostrato di avere e bramare sempre più.

Gli Andead ancora una volta tornano sul tema dei diritti umani, spesso trattati nei loro testi. Questa volta i cinque si schierano in difesa dell’attivista iraniana Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per la sua pubblica difesa delle donne che protestano contro l’obbligo di indossare il velo e la sua opposizione alla pena di morte. Di Comfortably Weak, il brano in questione, c’è da evidenziare il bridge veramente potente, mi azzardo a dire che sia un unicum nel repertorio della band fino a questo momento.

La successiva Downtrodden, primo singolo di lancio dell’EP, rallenta il ritmo. È praticamente una ballad e tratta di un tema piuttosto personale come quello del rapporto tra dedizione artistica e rapporti sentimentali. Personalmente il pezzo meno coinvolgente dal punto di vista musicale.

Gratification Breakdown risponde alle critiche che la band ha subito nei primi anni di carriera. A mio parere gli Andead, dopo 13 anni e 5 dischi, hanno dimostrato di non essere un fenomeno passeggero né un mezzo pubblicitario ma una realtà stabile e sincera nella scena punk rock italiana.

La conclusiva The Company Regime parte da territori ska in minore ed esplode in un punk rock abbastanza cattivo. Potrebbe ricordare una canzone degli Anti Flag, infatti anche il tema è uno di quelli cari alla band americana: la difficile condizione del lavoratore precario. Sonorità insolite per terminare il disco ma tant’è.

Thumb up per questo EP: un lavoro maturo, variegato e assolutamente godibile. Non vediamo l’ora di vederli dal vivo per il lancio del disco e magari in qualche festival estivo.

Frankie

Tracklist:
1. Old But Gold
2. Lust For The Road
3. Comfortably Weak
4. Downtrodden
5. Gratification Breakdown
6. The Company Regime

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *