The Skandals – Raccolta Differenziata

The Skandals – Raccolta Differenziata

Una band emiliana, precisamente da Palagano (Modena), che fin dal monicker decide di far capire il genere proposto fregandosene altamente se (almeno a memoria mia) esistono già 12 bands con lo stesso prefisso/suffisso nel proprio nome.
In queste poche righe è possibile racchiudere l’attitudine che fin dal 2014 ha spinto questi ragazzi dapprima a formare questa band, in seguito a portarla in giro per palchi senza pretese di nessun genere, fatta eccezione per il voler divertirsi, il far divertire e (secondo me) per “beccare”.
Nulla di male, intendiamoci, anche perché il sommo Ian ‘Lemmy’ Kilmister in tempi non sospetti fu il primo a uscire allo scoperto senza troppi scrupoli (figuriamoci, lui!) dicendo che aveva iniziato a suonare per il solo scopo di rimorchiare… non sarà stato forse il primo, ma di certo non sarà l’ultimo!

Il cocktail proposto dal combo di provincia modenese è facilmente prevedibile: chitarre esclusivamente in levare che di tanto in tanto sconfinano nello ska-core, basso trascinante, ritmi ballabili e “facili” con testi spesso banali ma che a ragion veduta sono quasi perfetti per l’italiano medio che vuole trovarsi in mezzo a un concerto esclusivamente per divertirsi, ridere, sbronzarsi e far casino, senza necessariamente guardare come sono accordati gli strumenti o quanti crash usa il batterista.
Leggo ‘Damamaniacs’ e spero che non sia ciò che penso, ma lo è (versione riveduta e corretta della sigla di ‘Animaniacs’) e capisco una volta di più che sarebbe fuori luogo accostare gli Skandals ai Less Than Jake (che già coverizzarono il pezzo nello stupendo ‘The TV EP’), la parola d’ordine è ‘divertirsi senza pensieri’.
Ad esempio, ‘I Ragazzi di Cesare’ dedicata a un uomo “che si è messo in testa un’idea fantastica” (cit. Vacanze di Natale) è un gran pezzo, forse il mio preferito del disco, a metà tra La Famiglia Rossi, gli Amici Di Roland e, perché no, i primi EELST, con tanto di inserti ‘parlati’ durante la canzone.
Mai troppo seri, mai eccessivamente sguaiati (sebbene la parola più presente nei testi sia senza dubbio ‘figa’), la certezza è che strumentalmente il disco è fatto davvero bene, tutto al posto giusto, compresa una tastiera che sappiamo bene quanto sia uno strumento potenzialmente stronzo e ostico se non si è più che bravi e dotati di gusto nel metterla… nulla da dire, missione compiuta.
“se va male un’altra volta torno al bar”… onesti, sinceri, cazzoni e presi bene.

A differenza di quanto accade in molti dischi di genere, a mio parere gli ultimi pezzi sono anche più coinvolgenti e in un certo senso ‘maturi’ rispetto alla prima parte dell’album, ‘Cristina’ dedicata alla D’Avena nazionale è un gioiellino e la citazione estemporanea del tema de ‘Il Pranzo è Servito’ in ‘Fausto Le Ali’ mi ha strappato un applauso!

Koppo

TRACKLIST:
1.Intro
2.Dodo
3.Cavallo Maestri
4.The Skandals Quell’Altra
5.Semana Grande
6.Leve
7.Damamaniacs
8.Ogni Buco è Trincea
9.Hey
10.I Ragazzi Di Cesare
11.Il Cupido
12.Fausto Le Ali
13.Cristina
14.The Skandals

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