Secret show The Fighettas + I Chierici live @ villa Buttafava.

Secret show The Fighettas + I Chierici live @ villa Buttafava.

El Chorizo torna appositamente dalla Spagna per un secret show talmente violento che ti scaraventava dalla finestra nel giardino del vicino senza che nemmeno te ne accorgessi (chi c’era lo sa…)

Live insolito sotto ogni punto di vista questo secret show su invito. Mesi e mesi di pianificazione nonostante il confinamento hanno dato i loro frutti, dando vita a quello che non è stato un semplice concerto dei The Fighettas, e chi c’era lo sa…

Ma come sempre, ordine ragazzi, ordine.

Già da maggio hanno iniziato a girare le prime voci. A giugno cerco di sbottonare gli organizzatori, insisto un po’ facendo leva sulla mia condizione di emigrato ed arriva la conferma: “si fa”.

Tempo zero e ho i biglietti aerei in tasca, prima ancora di ricevere gli accrediti, che arriveranno solo a fine luglio.

A questo punto qualcuno potrebbe domandarsi se “un semplice concerto dei the Fighettas” valga una trasferta internazionale, e io rispondo che:

1º Se fai questa domanda non hai mai sentito i the Fighettas dal vivo.

2º Dopo la primavera che mi sono fatto anche un concerto dei Gazosa potrebbe valere una trasferta.

3º Non stiamo parlando di “un semplice concerto dei the Fighettas”, e chi c’era lo sa…

Dopo mesi di attesa arriva il Giorno. I cancelli aprono verso la una, mezz’ora dopo il posto è pieno raso, diverse ore prima dell’inizio del live, ma come detto in precedenza non stiamo parlando di un semplice concerto dei the Fighettas, e chi c’era lo sa.

L’attesa non è particolarmente snervante, per merito dei freedrink (un grazie speciale al birrificio Railroad main sponsor dell’evento) e delle tante facce note tra i presenti.

Il pubblico, tutto in tiro per l’occasione, è decisamente variegato. L’età media è piuttosto alta come di norma negli ultimi anni, praticamente non ci sono pischelli, ma si sapeva che sarebbe andata così. Sono circondato da vecchi punk navigati ma c’è anche tanta gente che sicuramente non ha mai messo piede in un pogo, minimo comun denominatore la voglia prendere parte a un giorno speciale, e chi c’era lo sa…

Mescolati tra gli invitati alcuni membri della band hanno sparato cazzate con chiunque si fosse avvicinato. E devo dire che i the Fighettas sono dei grandi anche giù dal palco, cazzoni al punto giusto e non se la menano, e questo si nota anche una volta imbracciati gli strumenti.

Per scaldare l’ambiante Dj Ziba,  propone una selezione di brani che definirei schizofrenica: molto pop, un po’ di disco, zero punk, e qualche classicone del rock. La mano del dj si sentiva in ogni stacco, ha arricchito con il suo tocco ogni singolo pezzo, e chi c’era lo sa…

Sono passate da un pezzo le sette quando finalmente Dj Ziba lascia il posto alle star della serata, ma c’è un’ultima chicca prima di iniziare: il cantante si esibisce in uno dei suoi pezzi di slam poertry dedicato a chi ha messo in piedi tutta la baracca. Applausi a scena aperta.

Ammetto candidamente che in quel momento ero a prendere un gintonic (pessimo tempismo, mea culpa) ma chi lo ha sentito è rimasto impressionato dalle doti di paroliere di Satomi. Al che mi chiedo: “ma se sei così una freccia con rime, assonanze e allitterazioni, perchè canti solo testi scritti da altri?” boh, comunque va bene anche così.

Finalmente attaccano i the Fighettas. La formazione: Satomi alla voce (tecnicamente impeccabile e ottimo intrattenitore), Gillo alle quattro corde (bassa manovalanza di qualità), Gionson alla batteria (Il cuore pulsante della band, che però ha colpito soprattutto le signorine presenti per il suo fascino misterioso, ma pare che anche qualche maschietto si sia emozionato) alla chitarra e cori Morris (non pervenuto) viene egregiamente rimpiazzato da Nico di mai dire Gol, e chi c’era lo sa…

La formula è la solita, le note di Nofx, Greenday, Blink 182 e soci fanno da basi iperadrenaliniche a grandi classici della canzone italiana. Il repertorio è decisamente ad ampio spettro, si pesca soprattutto dagli anni ottanta: Venditti, Zero, Celentano, Ranieri ecc… gli anni novanta sono rappresentati per lo più da Pausini e 883. I primi  2000 rispondono all’appello con le tre parole di Valeria Rossi ,e le sera nere di Tiziano Ferro gli fanno da eco. La canzone più recente è Una vita in vacanza de Lo stato sociale in mash-up perfetto con All the small things.

I più avvezzi a queste sonorità si accalcano attorno al gruppo e partecipa animatamente allo show. Non sono mancano incursioni sul palco, o quello che avrebbe dovuto esserlo, e nemmeno un paio di timidi tentativi di crowd surfing, segno che comunque i the Fighettas se ti prendono ti “gasano”.

Purtroppo il grosso del pubblico non si lascerà mai coinvolgere fino in fondo, forse anche per colpa dei fiumi alcol del lungo avvicinamento che ha messo sulle ginocchia più di uno dei presenti; e chi c’era lo sa…

Il concerto comunque procede a ritmi serrati fino a una emozionante versione di Notti magiche che esalta anche i più distratti.

Dopo il cambio palco più veloce della storia a far cantare le gente ci pensano i Chierici. Per chi non li conoscesse la loro proposta musicale è molto simile a quella dei The Fighettas, ma le parole sono quelle che risuonano la domenica in tutte le parrocchie d’Italia, quindi si vola alto con “Tu sei la mia vita” e “Camminerò”. La cosa risulta abbastanza scioccante e divertente allo stesso tempo, come quando a una festa ti accorgi che non hai fatto gli auguri al festeggiato ma a uno che gli assomiglia un casino… e chi c’era lo sa…

Sinceramente ho trovato i Chieirci un po’ più scarichi e impacciati degli headliners, ma comunque grande prestazione anche per loro, sarebbe interessante scoprire se siano in grado di reggere un live più corposo.

Altro cambio palco e tornano i the Fighettas per il gran finale. Tra i vari tormentoni da schitarrata intorno al falò risplendono due vere gemme prese dal mondo della pubblicità: “Il mercatone dell’arredamento” in versione growl, e la mia preferita: “A Natale puoi”. In tutto questo Nico macina aste del microfono ad un ritmo insostenibile, a fine concerto non ne resterà nemmeno una in piedi.

I the Fighettas sparano le loro ultime cartucce e fanno in tempo anche a ripetere qualche pezzo. Purtroppo però al calar del sole un oscuro figuro di nero vestito irrompe sulla scena e chiude tutti i rubinetti. Da lontano risulta abbastanza autorevole e inquietante, e il sigaro in mezzo ai denti gli da un’aria minacciosa alla Clint Eastwood. Da vicino sembra il cugino magro di Benny Hill con un’improbabile capigliatura da emo, nessuno ha la certezza che non fosse una parrucca ma il dubbio resta. Fatto sta che esattamente come in una gag del famoso comico inglese, mentre lui cerca di scollegare gli strumenti dei the Fighettas alle sue spalle si infilano Fiore e Mr B dei Rovina matrimoni e attaccano a tradimento Brancaday. Il pubblico esplode e l’uomo nero rimane con una faccia da ebete impotente in mezzo agli strumenti. A supportare i Rovina arriva anche Paga dei Porky Punk & The Dogs e con l’aiuto di un Gionson un po’ spaesato riescono a piazzare un gran finale a sorpresa molto apprezzato dal pubblico. Fanno in tempo a suonare anche Ricominciamo di Pappalardo e qualcos’altro che ora non ricordo, poi Benny Hill si incazza e stacca tutto davvero. La serata continuerà nel privè con il set di Dj Dunga, ma la giornata è stata lunga, io sono morto, e il giono dopo alle 8 ho il tampone (negativo), raccolgo armi e ritagli saluto e ringrazio.

Giorno epico, i the Fighettas non hanno tradito le aspettative e si confermano una grande party band. Forse chi ha selezionato il pubblico avrebbe dovuto correggere un po’ il tiro, effettivamente qualcuno non ha capito le loro sonorità, ma tutti sono tornati a casa contenti con un gran sorriso stampato in faccia. 

Ottima prova pure per i Chierici, anche se come già detto sono risultati un po’ più impacciati e scarichi.

Bene anche l’incursione dei Rovina matrimoni, che sinceramente mi piacerebbe tornare a sentire più spesso.

Un grazie speciale a Soc e alla Eli che hanno tirato su tutto sto ambaradan (praticamente eravamo lì tutti per loro). Scusate la lungaggine ma non potevo scrivere solo due righe, dopotutto non è stato un semplice concerto dei the Fighettas, e che c’era lo sa…

Hasta luego, el Chorizo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *