Regrowth-Lungs-Fresh Outbreak Records

Regrowth-Lungs-Fresh Outbreak Records

Schiacciare il tasto ‘Play’ per ascoltare un disco nuovo ed essere potentemente e piacevolmente spazzato via.
Come direbbe il colonnello John “Hannibal” Smith , “vado matto per i piani ben riusciti” (se non cogliete la citazione
siete quasi certamente dei Millennials).
La band autrice del cataclisma sonoro in oggetto si chiama Regrowth , combo italiano in giro da quasi 4 anni ,
proveniente da Cagliari , che ha appena pubblicato il primo album ‘Lungs’ dopo aver pubblicato l’Ep ‘ This Time I’m No Longer Alone’ nel 2018.
Il disco esce per Fresh Outbreak Records e fin dall’intro ‘2/13’ con il conseguente attacco di ‘Behind Me’ , capisco
subito che qui qualcuno è cresciuto a pane & Converge , la cosa non è un problema, anzi è qualcosa di bellissimo e tutto l’album snocciola vere e proprie “mine” con tiro, liriche, riff taglienti, capacità di far suonare tutto come si deve e senza perdere un mezzo colpo che sia mezzo.
Ammetto di buon grado che, se non ne avessi già sentito parlare, dato l’approccio della band e l’imprinting dei pezzi,
avrei quasi certamente attribuito la loro provenienza a Boston o comunque a qualche paesello del Massachussets .
Dopo ‘This Is Boston, Not L.A.’ è dunque il turno di ‘This Is Casteddu, Not Boston’ ?

Cazzate a parte, andiamo al sodo: disco da ascoltare, tutto d’un fiato, la formula è un hardcore new school che flirta con il metal-core , quest’ultimo inteso come quello delle origini e non come la formula “riciclata” che ci è stata propinata da molte (troppe?) bands negli ultimi 10 anni.
‘Glass Case’ ha un outro che mi fa pensare a ‘All We Love We Leave Behind’ di Jacob Bannon e soci, la title-track è
forse uno dei pezzi migliori sentiti quest’anno in italia nell’ambito del genere, la successiva ‘No Lights’ è una scheggia
impazzita sull’orlo della deflagrazione; sinceramente, è difficile preferire un pezzo rispetto a un altro, qui funziona tutto alla perfezione e l’unica perplessità è “ ma quando riusciremo a andarli a sentire dal vivo come si faceva una volta? ”.
Davvero, io poi sono uno che va a fare le pulci su (quasi) tutto, soprattutto sotto forma di consiglio o mònito se si tratta di bands giovani e/o emergenti… qua la lezione ce la danno questi 5 ragazzi sardi , pionieri di una ‘Musica veloce per Persone tristi’, parafrasando la frase che li introduce sui social.
Derivativi al minimo, il risultato è un album davvero convincente , per una band che reputo da tener d’occhio e da
seguire.
Credo che i Regrowth in breve tempo possano essere pronti per i grandi palchi .

Koppo

TRACKLIST :

1. 2/13
2. Behind Me
3. Knife
4. Surfacing
5. Glass Case
6. We Never Give Up
7. Memorial
8. Believe In Nothing
9. Falling Roaming Drowning
10. Lungs
11. No Lights
12. Heredity

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