Chamber-Cost of Sacrifice-Pure Noise Records

Chamber-Cost of Sacrifice-Pure Noise Records

Ci troviamo tra le mani (e nelle orecchie) il primo full-length della band di Nashville , città che dunque si rivela non soltanto patria del country, di Miley Cyrus, di KeSha e di Taylor Swift.
Grazie ai Chamber , per fortuna gli abitanti del Tennessee hanno anche qualcosa di alternativo da poter ascoltare!
Scherzi a parte, il combo è attivo da quasi tre anni , in cui si è dato decisamente da fare ( due EP e, appunto, l’album in questione, ‘Cost Of Sacrifice’, uscito per Pure Noise Records ).
Ci troviamo ad ascoltare una band votata alla ‘new school’ dell’hardcore, con annessi, connessi, pregi, limiti e difetti.

Tecnicamente, i quattro ragazzi sono indiscutibili : Jacob Lilly sputa liriche al vetriolo in maniera convincente sopra un tappeto sonoro dove i riff del chitarrista Gabe Manuel (secondo me il vero “capo della cumpa”) si stagliano e si
intrecciano con i tempi quasi sempre non-convenzionali del drummer Taylor Carpenter , supportato nella sezione
ritmica da Chris Smith , il bassista, forse l’unico che approccia e riempie il suono ancora “alla vecchia”.

Prendendo come riferimento sonoro gruppi come Misery Signals, Slipknot, Coalesce e Botch (questi ultimi più in  teoria che nella pratica), i Chamber hanno sviluppato un album senza dubbio convincente , tant’è che svariate riviste di settore, tra cui Kerrang!, ne hanno tessuto le lodi .
Ciò su cui ho qualche dubbio è quanto possa avere durata nel tempo un album del genere, voglio dire: dopo ripetuti
ascolti, tra un paio d’anni avrò ancora il bisogno, il piacere o la voglia di mettermi in cuffia ‘Cost Of Sacrifice’ ?
La risposta da parte mia è negativa, almeno fino a che esisteranno e faranno dischi band come i Converge , ad
esempio, veri capisaldi oltre che maestri di attitudine e interpretazione dell’hc a 360°.

Non posso dire che i Chamber non se la suonino a dovere, sia chiaro, ma devo ammettere che all’interno di questa
già citata ‘new school’ ci sono davvero molti (forse troppi) comprimari e pochi, pochissimi “secchioni” che escono
fuori facendo la differenza.
L’obiettivo della band, di qualsiasi band quando pubblica un album, è quello di fare un buon disco, in questo caso la missione è stata compiuta, senza dubbio.
Discorso a parte per quanto questo ‘Cost Of Sacrifice’ possa appunto essere oggetto di ripetuti ascolti o possa ambire
a diventare un “classico” del genere, direi di no, personalmente.

Manca quel pezzo che ti fa scattare in piedi dalla poltrona mentre lo ascolti , manca il singolone pronto a finire sulla prossima compilation di Tony Hawk , insomma mi aspetto che da una band così il meglio possa e debba ancora venire.

Koppo
TRACKLIST :
1. Fracture
2. Scars In Complex Patterns
3. Paranoia Bleeds
4. Visions Of Hostility
5. Impulse
6. In Cleansing Fire
7. Numb (Transfuse)
8. The Edge Of Every Lie
9. Disassemble Reassemble
10. Cost Of Sacrifice

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