Una pinta con Shane MacGowan -Tsunami Edizioni-

Una pinta con Shane MacGowan -Tsunami Edizioni-

Questo non è un libro. E’una chiacchierata.

Questo non è un libro. E’ un flusso di coscienza (irlandese).

Questo non è un libro. E’ una confessione (cattolica).

Questo non è un libro. E il titolo te lo svelava già.

E’ una pinta presa in compagnia del più folle, anarchico, sboccato, ironico e irriverente dei poeti irlandesi: Shane MacGowan.

Chiunque conosca solo un poco la biografia dell’ex cantante dei Pogues sa benissimo che il signore in questione è uno straordinario esempio di alcolizzato e tossicomane eroe degli anni ’80.

E in effetti il buon Shane, in questa chiacchierata  con la sua compagna storica Victoria Mary Clarke, non nasconde nulla, non si vergogna di nulla. Racconta i fatti della sua vita con la lucida (?) sincerità di un ubriacone impenitente.

E allora ecco che viene tratteggiata l’infanzia del songwriter in una grande fattoria irlandese, dove, tra musica e animali, nulla era vietato al piccolo Shane, che inizia a bere all’età di cinque anni (?), a frequentare i pub e a fumare, vizi che con ostinazione rara, mai abbandonerà.

Grande spazio viene dato all’incontro, con la scena punk, ed in particolare con i Sex Pistols, che, per un giovane e squattrinato irlandese continuamente prevaricato e picchiato nelle periferie di una Londra apertamente razzista, diventano una vera e propria rivelazione.

Nulla viene censurato. L’apprezzamento per l’IRA, giudizi severi ma sinceri sui colleghi (Clash compresi), risse, furti, amore per la filosofia orientale, le droghe e il sesso occasionale…

“i miei criteri per essere un tipo eccezionale sono semplici: eccezionale è divertente, generoso,regge l’alcol, non ha paura di essere omosessuale o bisessuale, un drogato o un criminale, o un coglione. Qualcuno che non frequenta gente importante sperando di ottenere un po’ della loro gloria e potere.”

L’Irlanda è per Shane una sorta di bengodi: tutto nella verde isola è superiore. Libri, teatro, cinema, poesia… persino i vizi degli abitanti dell’isola di San Patrizio sono per il cantante sdentato un modello e un orgoglio. Shane ama la sua isola e la sua gente alla follia, l’Irlanda è una vera religione per lui. 

Il libro è però decisamente spiazzante. Non racconta quasi nulla della storia dei Pogues, e questo è un vero peccato: Shane è incazzato con loro, e le poche pagine dedicate al suo storico gruppo sono cariche di odio e rivalità. Il testo è in effetti datato a quando il frontman ha fondato la sua nuova band, i Popes, appena dopo esser stato cacciato dei suoi storici compagni per i consueti eccessi.

Non spiazza solo questo. incredibile è leggere come, di fronte alla compagna di una vita, Shane si racconti con una sincerità urtante: narra di tradimenti e di come per lui l’autodistruzione di droga e alcol siano assolutamente normali e irrinunciabili.

Il testo è un continuo flusso di coscienza:esattamente come parlare con un ubriaco al bar. Un discorso lunghissimo e non sempre lucido, continuamente avanti e indietro, spesso ripetendo e perdendo il filo, ricominciando e venendo fermato. Ma con idee e concetti chiari e mai contraddittori. Sembra una lunga sbobinatura di un’intervista fatta in presa diretta, senza censurare o tagliare nulla di nulla.

Shane appare esattamente quello che è: non c’è redenzione, non c’è lieto fine, non c’è finale strappalacrime. E alla fine, questo urta…e non poco!

27tommy

Un pensiero riguardo “Una pinta con Shane MacGowan -Tsunami Edizioni-

  1. Shane MacGowan è una persona molto complicata: raccontarlo in un libro non deve essere stato affatto facile.
    Me lo leggerò e vi dico

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