Boston Manor – Glue – Pure Noise Records

Boston Manor – Glue – Pure Noise Records

Koppo ci porta nel Regno Unito con i Boston Manor: sarà “vero pop-punk”?

La città di Blackpool, nel Lancashire, è un centro sportivo per eccellenza del Regno Unito.
Calcio, rugby, cricket, arti marziali, sono solo alcune delle discipline praticate storicamente e con ottimi risultati a livello nazionale (da segnalare nel calcio la vittoria del Blackpool F.C. nella finale di FA Cup del 1953 , prima e unica affermazione del club).
Ma non sono qui per fare il tour operator, per quanto un bel giretto in UK ci starebbe sempre.
Da Blackpool arrivano i Boston Manor, cinque ragazzi che, dopo svariati demos e due album, giungono alla
pubblicazione del terzo, ‘Glue’, uscito il primo maggio del 2020 per Pure Noise Records.
La band viene etichettata come ‘pop-punk’ ma se c’è una cosa che da qualche tempo ho imparato, è che oramai soprattutto con le bands nuove o emergenti sul panorama internazionale, le etichette sul genere servono solo a scrivere (o a far scrivere) due righe in più sui giornali o nei portali.
Qui di pop-punk non c’è pressoché nulla, almeno per come intendo il pop-punk io, arrivato alla maggiore età negli anni 90 e circondato al tempo da bands che diffondevano quelle sonorità poi così ribattezzate.
In questo disco condividono due anime: su una base di partenza piena di “chitarroni” anche piuttosto tamarri, infatti, si staglia praticamente in 10 pezzi su 13 un muro di synth, pad, triggeramenti vari alla soglia dell’inverecondo, che confeziona tutti i brani rendendoli davvero asettici, difficile in molti casi distinguere chi stia suonando cosa e dove.
E’ un po’ la maledizione di bands come loro, che sanno scrivere (perché va detto che testi e parti vocali non sononiente male, anzi alzano molto la media) ma escono dallo studio con una paccottiglia di suoni e sfumature che non riesce a trasmettermi alcun tipo di emozione, soprattutto a lungo termine.
Finito l’ascolto di questo disco per recensirlo, mi resta davvero ben poco: ‘Only1’ è un bel pezzo, potenziale singolo fosse per me, dove guarda caso le parti sovraincise e i campionamenti vari sono molto più leggeri rispetto alla maggiorparte dell’album e il ritmo è molto pop-oriented, emerge la radice “british” della band.
Anche ‘Liquid’ è piuttosto accattivante, la penso interamente “suonata” dai cinque ragazzi di Blackpool, magari dal vivo, senza troppi orpelli con il suo incedere… ma purtroppo (e onestamente) mi viene da dire che dopo aver ascoltato un album del genere, difficilmente sarei invogliato a andare a un loro concerto (sorry, guys)!
Siamo nel 2020 e va così, la posso anche smettere di fare l’”Ok Boomer” della situazione, ma ci sono bands che gravitando attorno al punk-rock hanno riletto struttura e forma canzone inserendo elementi di elettronica con ottimi risultati (cfr. Enter Shikari ), altre, come i Boston Manor, che sembrano rimestare continuamente il calderone inserendo di tutto un po’, risultando poco autentici, freddi e davvero di poca presa sull’ascoltatore.
Non azzardatevi a etichettare come ‘Pop-Punk’ questa band!

Koppo

TRACKLIST :
1. Everything Is Ordinary
2. 1’s & 0’s
3. Plasticine Dreams
4. Terrible Love
5. On A High Ledge
6. Only1
7. You, Me & The Class War
8. Playing God
9. Brand New Kids
10. Ratking
11. Stuck In The Mud
12. Liquid
13. Monolith

Un pensiero riguardo “Boston Manor – Glue – Pure Noise Records

  1. Severo ma giusto, condivido tutto, eccezion fatta per il discorso live: secondo me dal vivo rendono molto meglio, proprio perchè non possono portarsi dietro la carrellata di synth (o non si sentirebbero troppo grazie al suono degli strumenti “veri”). Dal vivo li vedrei volentieri, ma non mi aspetterei certo un concerto “punk”, a me ricordano piu’ i Muse, è proprio un’altra cosa.

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