Live Report: I Like Allie, Low Standards High Fives, Cocks, Rejoyce/Rejoice @ Bloom, Mezzago – 06/11/21

Live Report: I Like Allie, Low Standards High Fives, Cocks, Rejoyce/Rejoice @ Bloom, Mezzago – 06/11/21

Attesa e trepidazione. Questi i sentimenti che sicuramente hanno accompagnato tutte le persone che sabato si sono dirette verso il Bloom di Mezzago per una serata speciale.
L’occasione era il release party del nuovo album degli I Like Allie, organizzato dagli amici di No Reason Booking. A rendere più ghiotto l’evento, gli headliner sono accompagnati da un lotto di band davvero interessante: Low Standards High Fives da Torino, Cocks da Genova e Rejoyce/Rejoice da Roma.
Se poi si aggiunge che la cornice della serata è uno dei locali storici della musica alternativa italiana e che questo è praticamente il primo concerto senza obbligo di sedute e con capienza al 100%, allora questo evento ha veramente dell’imperdibile!
Persino per me che non sono molto avvezzo alle sonorità proposte stasera, l’attesa è piuttosto fervente perché, più che un concerto, assomiglia a un ritrovo in famiglia.

Il minimo comun denominatore tra le band presenti è che tutte, chi un modo chi in un altro, incorporano elementi emo/rock in radici punk rock. È bello vedere come ognuna di esse declina questo aspetto in modo diverso, ottenendo un risultato unico e caratteristico.

REJOYCE/REJOICE

Per me i Rejoyce/Rejoice sono stati la vera scoperta della serata. Li avevo già presenti di nome ma mai sentito niente prima, né tantomeno mai visti dal vivo.
Quello che mi colpisce di più sono le capacità tecniche dei tre capitolini e la loro presenza sul palco: tutti si alternano nel cantato e in un paio di pezzi, bassista e batterista si scambiano i ruoli. Il suono è molto pieno e, se avessi visto il concerto con una benda sugli occhi, probabilmente avrei detto che sul palco c’erano 4 persone!
Da quel che ho capito, non è ancora stato pubblicato niente (a parte un paio di pezzi demo su YouTube) e a questo punto sarei davvero curioso di sentire come se la cavano in studio.
Band da tenere d’occhio.

COCKS

Dei 4 gruppi che compongono il bill, i Cocks sono gli unici che conosco piuttosto bene. Inoltre sono la formazione che, rispetto alle altre, ha un suono più prettamente punk rock e dove gli elementi emo sono emersi in modo più marcato nell’ultimo ottimo ep Arena (recensito su IP qui).
Anche se viene apertamente esplicitato che la band è un po’ arrugginita per via della pausa forzata di questi anni, i ragazzi ci danno dentro e tirano fuori uno show coinvolgente, proponendo pezzi dal già citato Arena e dal bellissimo album Good Luck, Have Fun.
Unica pecca del loro set, dispiace dirlo, sono stati i suoni. In particolare nei momenti più concitati si creava l’effetto “pastone” facendo in parte disorientare l’ascoltatore. Inoltre il microfono del bassista Femi era piuttosto basso, perfetto per le parti in cui faceva i cori ma lo faceva risultare poco incisivo nelle parti in cui cantava da solista. Ad ogni modo, gran bel set, tutti soddisfatti e avanti così!
Zena caput mundi.

LOW STANDARDS HIGH FIVES
Se i Cocks erano la band più punk rock della serata, sicuramente i LSHF sono quelli più emo e più sperimentali. Il ritmo rallenta, le atmosfere si fanno più eteree, il mood più malinconico. Band formata nel 2012, 5 componenti di cui 3 chitarre, basso e batteria, il loro approccio è sicuramente diverso dai gruppi che li hanno preceduti: meno immediati, meno accessibili, più intimi. Proprio per questo motivo, penso che gli LSHF “pretendano” tanto dai propri ascoltatori, un livello di attenzione e di partecipazione interiore non per tutti.
Culmine del loro set è stata la cover di una brano dei Rival Schools (non chiedetemi quale) cantata dal buon Renny degli I Like Allie.
Al netto di una performance praticamente perfetta (anche i suoi sembrano aver ritrovato il giusto equilibrio), devo confessare che il loro non è proprio il mio genere e la mezz’ora in cui hanno suonato mi è sembrata durare un’eternità… Sono sicuro però che tanti dei presenti siano rimasti ipnotizzati dalla musica dei torinesi, anzi sono certo che molti fossero lì proprio per sentire loro.
Massimo rispetto per gli Low Standards High Fives ma forse sono io che non sono ancora pronto per loro.

I LIKE ALLIE

Questa sera gli I Like Allie presentano il loro nuovo album, Rare Instances Of Indipendent Thinking (l’abbiamo recensito qui). Il Bloom finalmente si popola, anche se non arriverà mai a riempirsi totalmente, mentre la band fa un veloce sound check che non è riuscito a fare prima causa lavoro del chitarrista.
Rispetto a chi ha calcato il palco subito prima di loro, gli I Like Allie hanno sì forti influenze emo, ma nel loro caso l’approccio mi sembra meno etereo, le melodie sono sempre malinconiche ma più “carnali”, con una carica e un’intensità uniche.
I pezzi del nuovo album vengono alternati a quelli dei vecchi lavori, per i quali il pubblico si lascia andare a timidi singalong.
La voce di Renny è in ottima forma, così come il resto del gruppo e ogni elemento è al proprio posto. Unico punto negativo è che purtroppo per tutta la durata del set il volume del rullante è inspiegabilmente bassissimo… in particolare nei momenti in cui la band ci dà dentro, non si sentiva il suono del rullante! Peccato.
Per la titletrack del nuovo disco, vengono invitati sul palco alcuni membri delle altre band per cantare insieme il ritornello finale, mentre per le ultime due canzoni Renny si libera della chitarra e scende dal palco per cantare in mezzo al pubblico.
Il tempo è tiranno e viene negato un ultimo pezzo. Poco male perché comunque la carne al fuoco è stata tanta e le emozioni intense.

La voglia di continuare a fare festa la conserveremo per il prossimo evento! Molto molto presto!

Frankie (con la supervisione di Koppo)

Per supportare le band:
I LIKE ALLIE: Bandcamp, Facebook, Instagram
LOW STANDARDS HIGH FIVES: Bandcamp, Facebook, Instagram
COCKS: Bandcamp, Facebook, Instagram
REJOYCE/REJOICE: Facebook, Instagram

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